Faggioli, “negli Usa papa Leone ha intercettato la spaccatura tra le élite di destra”

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Lo storico della Chiesa, “emergono le divisioni tra MAGA e tecnodestre”. L’intervista di Nina Fabrizio per l’ANSA.

ROMA – La rottura tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e papa Leone è “grave” perché “se il potere papale è solido”, “il trumpismo è l’instabilità fatta persona”. Con la sua uscita su Truth “è come se da Trump fosse venuto un fallo di frustrazione, quella cosa che uno fa appena prima che l’arbitro gli mostri il cartellino rosso”. E’ l’analisi di Massimo Faggioli, storico della Chiesa, docente al Trinity College di Dublino e conoscitore della politica e del cattolicesimo Usa avendo insegnato per anni alla Villanova University in Pennsylvania, quella dove studiò anche il futuro papa Leone.

Secondo Faggioli, autore del saggio “Da Dio a Trump”, con gli interventi contro l’Ice e via via l’espansione del nuovo bellicismo americano che ha coinvolto la Groenlandia, il Venezuela, il Medio Oriente fino all’Iran, si è aperta una “fase due” del pontificato di Prevost.

Ora Leone “ha intercettato l’emergere di una spaccatura tra le élite conservatrici perché il trumpismo fino a poco tempo fa era riuscito comunque a tenere insieme le due espressioni della destra: la vecchia destra religiosa, quella che più si identifica con i discendenti dei neo-con e la nuova tecno-destra dei Peter Thiel e degli Elon Musk che dànno il supporto tecnologico, con i loro sistemi di IA, alle guerre americane”.

“Musk e Thiel sono dietro Trump al cento per cento – spiega Faggioli -, invece la destra religiosa classica ma anche integralista, ora si rende conto che il trumpismo si è messo nelle mani dei magnati dell’IA, di Netanyahu e della combriccola dietro agli Epstein files. Il trumpismo ha cambiato faccia in questi ultimi mesi con il cattolicesimo che prima era il collante ma ora lo è sempre meno. E il Papa che conosce tutto degli Usa, non vuole stare con nessuno dei due, né con la tecnodestra né con gli integralisti neo-medievali. A uscirne sacrificato è proprio il trumpismo”.

Le tappe di questa progressiva rottura sono per Faggioli, il discorso di gennaio agli ambasciatori con la denuncia del “fervore” per la guerra pronunciato da Leone in inglese, e la convocazione non smentita al Pentagono del nunzio vaticano, in primis. “Da lì c’è un crescendo – afferma – fino al riferimento indiretto durante la veglia per la Pace parallela ai colloqui di Islamabad quando ha detto ai leader mondiali: “Non sedetevi ai tavoli dove si pianifica la morte”, alludendo evidentemente proprio al Pentagono.

“Tuttavia – aggiunge – l’elemento scatenante secondo me è stata l’intervista dei tre cardinali Tobin, Mc Elroy e Cupich a ’60 Minutes’, nata a gennaio ma andata in onda ieri. Trump guarda ’60 minutes‘, è una tradizione del giornalismo americano e reagisce attaccando non i tre cardinali ma il Papa direttamente. Questo cambia la scena perchè ora è difficile per i vescovi cattolici che condividevano quasi tutto di Trump, fare finta che non sia successo”.

“Negli Stati Uniti sempre più persone cominciano a guardare alle elezioni di midterm“, spiega anche, “c’è sempre più gente che ora anche a destra comincia a dire che al presidente andrebbe applicato il 25esimo emendamento cosa che non sentivi mesi fa”.

[Fonte: ANSA; Foto: Chiesa di Milano]