
Il Papa, “basta violenze in Sudan, inaccettabili le sofferenze per la popolazione. Subito cessate il fuoco e apertura di corridoi umanitari”

CITTA’ DEL VATICANO – “Con grande dolore seguo le tragiche notizie che giungono dal Sudan, in particolare dalla città di El Fasher, nel martoriato Darfur settentrionale”. E’ iniziato così l’appello pronunciato ieri da papa Leone XIV all’Angelus nel giorno della Commemorazione dei Defunti.
“Violenze indiscriminate contro donne e bambini, attacchi ai civili inermi e gravi ostacoli all’azione umanitaria stanno causando sofferenze inaccettabili a una popolazione già stremata da lunghi mesi di conflitto”, ha detto il Pontefice. “Preghiamo affinché il Signore accolga i defunti, sostenga i sofferenti e tocchi i cuori dei responsabili – ha aggiunto -. Rinnovo un accorato appello alle parti coinvolte per un cessate-il-fuoco e l’apertura urgente di corridoi umanitari”. “Invito, infine, la comunità internazionale a intervenire con decisione e generosità, per offrire assistenza e sostenere quanti si prodigano nel portare soccorso”, ha concluso.
Il Papa ha invitato a pregare “anche per la Tanzania, dove, dopo le recenti elezioni politiche, sono scoppiati scontri con numerose vittime”. “Invito tutti a evitare ogni forma di violenza e a percorrere la via del dialogo”, ha affermato.
“La caduta e i massacri dei civili a El-Fasher sono una vergogna per l’umanità”, afferma il governatore del Darfur
Khartoum – “Il vostro silenzio ha inciso la vergogna nel petto della storia e rimarrà testimone di un tempo in cui il mondo ha abbandonato la sua umanità”. Così Minni Arko Minawi, governatore del Darfur e capo del Movimento per la liberazione del Sudan (Sudan Liberation Movement/Army SLM/A), ha accusato la comunità internazionale per aver assistito impotente alla conquista e ai seguenti massacri perpetrati contro la popolazione a El-Fasher, la capitale provinciale del Nord Darfur, da parte dei miliziani delle Forze di Supporto Rapido (Rapid Support Forces RSF).
Minna – citato dall’agenzia vaticana Fides – guida la fazione dell’SLM che ha partecipato al processo di pace sudanese del 2019 ed è stato nominato a capo governo regionale del Darfur nell’agosto 2021. I combattenti a lui fedeli hanno lottato insieme all’esercito regolare (Sudan Armed Forces) per tenere il controllo di El-Fasher, assediata da 18 mesi dagli uomini delle RSF.
Secondo Minna, la caduta della città è stata agevolata dall’intervento di almeno di una potenza straniera che ha utilizzato mezzi sofisticati per aiutare i miliziani RSF. “El-Fasher non sarebbe caduta se i Paesi aggressori non avessero impiegato le loro capacità materiali, logistiche e di intelligence, fino al punto, grazie all’aiuto di agenzie di intelligence straniere, di bloccare le apparecchiature di comunicazione satellitare, interrompendo così i contatti tra le forze combattenti a El-Fasher e i centri di comando nelle altre città” ha dichiarato in un discorso trasmesso il 28 ottobre. Minawi ha aggiunto che le RSF si sono avvalse dell’apporto di “mercenari originari di Paesi vicini e da oltreoceano e di droni, provenienti dall’estero”.
Con la conquista di El-Fasher le RSF ora controllano tutti e cinque i capoluoghi del Darfur, la regione occidentale sudanese, dove ad agosto si è insediato il governo parallelo costituito dal capo delle RSF Mohamed Hamdan Dagalo nella città di Nyala, capitale del Darfur meridionale. Da un lato si teme la partizione del Sudan ma dall’altra non si esclude una ripresa dell’offensiva delle RSF verso il resto del Paese fino alla capitale Khartoum dalla quale erano state cacciate a fine marzo.
[Foto: Vatican Media]


