Migranti: appello di don Zerai all’Ue e al governo italiano, “basta persone spogliate della loro dignità e dei diritti fondamentali”

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“La lotta contro la barbarie dei trafficanti non si combatte con altrettanta barbarie di leggi che disumanizzano i migranti e i rifugiati”.

“E’ mai possibile che la grande ‘civiltà’ europea non riesca a concepire una soluzione più umana sul tema migranti?”. E’ quanto chiede don Mussie Zerai, sacerdote eritreo e attivista umanitario, che ha speso e continua a spendere la propria vita per aiutare e salvare i più deboli e indifesi e che per tale azione si è guadagnato l’appellativo di “angelo dei migranti”. Don Zerai punta il dito contro il “paradigma securitario”, per il quale “si sprecano miliardi di euro in muri, filospinati e campi di detenzione dove le persone sono totalmente spogliate della loro dignità e dei diritti fondamentali, come già avviene nei centri di identificazione e di espulsione”.

“Vorrei sommessamente ricordare ai nostri governanti che queste persone sono vittime due volte, vittime dei trafficanti e vittime di razzismo di stato, private della loro libertà, per ‘reati’ amministrativi inventati da ideologie anti-immigrati che vanno a colpire le persone più vulnerabili e più deboli”, dice il sacerdote in un appello ricolto all’Unione Europea e al governo italiano.

Con riferimento alla “discussione delle settimane scorse alla Commissione europea cercando di imitare l’accordo Italia-Albania, come se non bastassero gli accordi deleteri precedenti con la Libia dai tempi di Gheddafi che hanno prodotto dei veri lager, ampiamente denunciati e documentati”, Zerai si chiede: “perché una civiltà tanto progredita finisce per partorite cosi tanto orrore da accanirsi contro chi viene a chiedere aiuto e protezione?”.

“La lotta contro la barbarie dei trafficanti non si combatte con altrettanta barbarie di leggi che disumanizzano i migranti e rifugiati – avverte -, criminalizzandoli e infliggendo loro sofferenze indicibili che incidono sulla carne viva delle persone e delle loro famiglie”.

Secondo il sacerdote e attivista, “se si vuole lottare seriamente contro la tratta di esseri umani bisogna implementare tre strategie complementari”:

1. “Affrontare alla radice le cause che spingono all’Esodo usando tutti gli strumenti della diplomazia, economia, giustizia e politica . Risolvere il sistema finanziario da usurai che oggi soffoca molte nazioni Africane, fermare i conflitti in corso, e prevenire quelli che stanno per scoppiare, sanare i danni da calamita naturali e soccorrere le popolazioni colpite. Non abbandonarle nella disperazione”.

2. “Proteggere meglio i profughi nei Paesi di transito offrendo condizioni migliori e prospettive per un futuro più promettente fatto di formazione professionale, condizione di vita dignitose, accesso alle cure mediche, educazione, lavoro ecc…, sostenendo i Paesi che oggi in Africa accolgono milioni di migranti e profughi con politiche di accoglienza molto umane e lungimiranti che hanno visto nel migrante e nel profugo una risorsa, non un nemico da combattere”.

Secondo Zerai, “l’esempio dell’Uganda potrebbe essere seguito, anche l’Etiopia anche se in chiaro e scuro, Paesi in cui la legge prevede che i rifugiati possono accedere al mercato di lavoro, all’università, alle cure sanitarie ecc… Sostenere e migliorare questi sistemi di accoglienza in Africa eviterebbe scelte disperate di molti profughi tali da mettere in pericolo la loro vita, e che muoiono oggi nel deserto e nel mare, o che vengono rinchiusi nei lager occidentali”.

3. “Aprire tutti i canali legali di accesso privilegiando i più vulnerabili e bisognosi di protezione internazionale. L’Ue dovrebbe dotarsi di un programma di reinsediamento europeo per numeri consistenti di rifugiati, ampliare il corridoio umanitario, universitario, per cure mediche, facilitare il ricongiungimento famigliare che oggi è un’odissea per molte donne e bambini. Avviare altri canali come quello di ‘sponsorship’ nello stile canadese”.

“Se si vuole combattere la tratta di esseri umani ‘bisogna asciugare lo stagno’ – conclude don Zerai -: i trafficanti si nutrono della disperazione dei profughi e della chiusura dei governi occidentali, che sono la causa di tale disperazione per molti profughi e migranti. Basta accanimento contro chi viene a cercare rifugio e protezione! Una civiltà degna di questo nome deve difendere i più poveri e vulnerabili. Il diritto dei più vulnerabili e più deboli non è un diritto debole!”.

[Foto: Wikipedia / Stephan Röhl – Creative Commons BY-SA 3.0 Deed]