
Usa: la commissione Trump per la libertà religiosa, “la separazione tra Stato e Chiesa un errore giuridico”

Un rapporto shock, commissionato dal presidente, sfida il primo emendamento della Costituzione. Il servizio di Benedetta Guerrera per l’ANSA.
WASHINGTON, 27 GIU – La più grande democrazia dell’Occidente potrebbe compiere il più clamoroso passo indietro rispetto alla laicità dello Stato, cancellando secoli di separazione tra il potere temporale e quello spirituale. La commissione per la libertà religiosa, creata da Donald Trump a maggio dell’anno scorso, ha pubblicato un rapporto di oltre 220 pagine in cui si sostiene che la separazione tra Stato e Chiesa è un “errore giuridico”.
Nel documento si raccomanda al dipartimento di Giustizia di emanare linee guida per promuovere una nuova interpretazione del rapporto tra religione e governo. E si esortano i gruppi di ispirazione religiosa che collaborano con il governo a non conformarsi alle leggi sui diritti civili o a qualsiasi disposizione in contrasto con le loro convinzioni. Una sorta di chiamata alle armi contro la laicità.
Non solo, la commissione chiede che le scuole pubbliche consentano l’esposizione di simboli religiosi, come avviene in Texas con i Dieci Comandamenti nelle scuole pubbliche. Il documento chiede infine l’abrogazione del cosiddetto ‘Johnson Amendment’, la norma che vieta agli enti no-profit di esprimere sostegno a candidati o partiti politici. Insomma un cambiamento radicale rispetto ai principi della Costituzione americana che, nel primo emendamento, garantisce la separazione tra Stato e Chiesa. Un pilastro della democrazia a stelle e strisce, stabilito dai padri fondatori che volevano proteggere le istituzioni statali dalle ingerenze religiose e, allo stesso tempo, tutelare la libertà e l’autonomia delle diverse confessioni.
Il presidente della commissione, non a caso anche vice governatore del Texas Dan Patrick, ha dichiarato che la commissione raccomanda, inoltre, che chiunque ricopra una carica ufficiale (nel governo, nelle scuole, nelle forze armate, negli ospedali) e sostenga l’esistenza di una violazione del principio di separazione tra Stato e Chiesa la debba dimostrare per iscritto.
Quale sarà l’impatto sulla società e le conseguenze concrete di questo rapporto è ancora troppo presto per stabilirlo, anche perché i padri fondatori avevano pensato anche alla separazione dei poteri e non solo quella tra Stato e Chiesa.
Ma certo il vento di un cambiamento verso una maggiore ingerenza della religione nella cosa pubblica ha iniziato a soffiare negli Stati Uniti dal ritorno di Trump alla Casa Bianca. Il tycoon, che non è noto per essere uomo di chiesa, si è presentato come il presidente “crociato”, protettore delle chiese e degli americani di fede. E, in effetti, il voto degli evangelici gli è stato fondamentale per la vittoria nel 2016 e nel 2024.
Proprio il giorno prima dell’uscita del rapporto della commissione, The Donald ha parlato ad una conferenza religiosa ribadendo che difenderà la religione dal “comunismo”. Nelle stesse ore, il repubblicano Texas ha approvato un nuovo elenco di letture obbligatorie per la scuola pubblica che prevede la Bibbia. A partire dal 2030 il Libro di Giona e quello dei Salmi saranno studiati alle medie, mentre il Libro delle Lamentazioni e la Genesi alle superiori. Ma anche gli alunni delle elementari dovranno leggere passi dell’Antico Testamento.
Il nuovo programma approvato ha attirato critiche non solo per l’inclusione della Bibbia, ma anche per altre opere datate e scritte da autori bianchi, in uno Stato in cui oltre la metà degli studenti delle scuole pubbliche è di origine ispanica o afroamericana.
[Fonte: ANSA; Foto: Wikipedia]



