
Baggio, “la crisi climatica è avanzata, riconosciamo gli errori e arginiamo i danni”

Al Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si’, la celebrazione presieduta dal Papa nella Giornata mondiale del Creato. Tra le 270 persone partecipanti, giardinieri e muratori da decenni dipendenti delle Ville pontificie: “Per noi è una responsabilità quotidiana curare la natura”. Il cardinale direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’: “Il fuoco che dovrebbe illuminare e riscaldare oggi è pronto a distruggere. Usiamo l’Intelligenza artificiale per il progetto di Dio”.
Di Antonella Palermo, da Vatican News
“I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento”. Risuona il canto del Salmo che racconta il legame tra la volta celeste e la terra. Di questo legame oggi, nella Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, si vuole fare esperienza. Entrare nel Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo è essere sovrastati dall’incanto. L’incanto lo fanno gli alberi maestosi, le ortensie lungo i viali, le fontane che sembrano un miraggio in questo quasi autunno infuocato. È un’armonia ovunque: giuste proporzioni, elementi naturali in dialogo antico con i manufatti dell’uomo. L’affaccio al lago è un tuffo al cuore.
Giardinieri vaticani: curare il creato è una responsabilità quotidiana
“Custodire il creato è una responsabilità che noi viviamo quotidianamente, un impegno e una gratificazione. Si maneggia una materia viva”. Lo dice uno dei 15 giardinieri impiegati al Borgo, in servizio da 19 anni nelle Ville pontificie. È con tutta la famiglia alla Messa per la Custodia della Creazione presieduta dal Papa che inaugura il Tempo del Creato, cinque settimane per contemplare in chiave ecumenica le meraviglie della Casa Comune e impegnarsi a tutelarla con iniziative concrete. Presso il Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si’ sono radunate 270 persone. Molti i dipendenti vaticani per i quali questo è un luogo familiare. Uno dei muratori che lavora qui da 34 anni racconta di aver preso parte alla realizzazione del basolato del sentiero che conduce all’altare e della base stessa dell’altare. Il figlio maggiore, 28 anni, dice che è un po’ tornare all’infanzia, quando venivano qui a giocare. Quanti cortili, quante aree verdi, viene da pensare, dovrebbero essere l’ambiente dove formare la crescita di ragazzi e ragazze.
La preghiera per i popoli senz’acqua
Dall’intimità della celebrazione, promossa dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e dal Centro di Alta Formazione Laudato si’, sgorga la lode per un dono che spesso è ferito e ha bisogno di guarigione. Dal laghetto con le ninfee il riflesso dei pini marittimi. Quanti popoli non hanno accesso all’acqua ogni giorno. Nella liturgia di questa sera non ci si dimentica di loro: l’invocazione nella preghiera dei fedeli è anche per il loro futuro, “perché attraverso scelte solidali, siano garantiti di questo bene essenziale della vita”. La musica di un gruppo di mariachi messicani anima la celebrazione con tre canti di cui uno è un bellissimo inno mariano. “Veniamo da una regione che è considerata un vero e proprio grande polmone di foresta per Città del Messico e per il nostro Paese – dice uno di loro ai media vaticani -, speriamo che si possa davvero custodirlo per il bene di tutti”.
Baggio: la crisi climatica è avanzata, non è tardi però
“Siamo tutti custodi di questa terra, di questa natura meravigliosa e di questo mondo, ma al tempo stesso siamo anche custodi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle e della loro dignità”, afferma in un’intervista ai media vaticani il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’. “Il Signore aveva un piano per ciascuno di noi e per tutto il mondo, un piano di armonia, un piano di pace, un piano di tranquillità e benessere per tutti. Non siamo stati capaci di portarlo avanti secondo quello che il piano disponeva. Abbiamo fatto i nostri piani, i nostri progetti, ma non è tardi, lo ripeto, l’ha detto anche il Santo Padre, non è tardi per una buona conversione”. Ne nasce anche un appello a chi è chiamato a progettare spazi di sana coabitazione nel pianeta: “Tutti coloro che operano in questo senso, parliamo degli architetti delle nostre città, degli ingegneri, parliamo anche dell’intelligenza artificiale, perché no, di tutta la tecnologia che deve essere al servizio del progetto di Dio, mai contro il progetto. Il mondo è già di per sé provato da quella che è una crisi climatica ormai non più alle porte, ma avanzata, e che dimostra come il fuoco che dovrebbe illuminare e riscaldare oggi invece è pronto a distruggere, in cui la terra che dovrebbe essere il nostro sostento, vibra e ci produce invece dei disastri naturali, ovviamente perché l’abbiamo bistrattata durante questo tempo. Dobbiamo riconoscere i nostri errori, ma non per questo fermarci”.
[Fonte e Foto: Vatican News]
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