
Leader cattolici di tutto il mondo si riuniscono a Roma per aprire un nuovo capitolo della nonviolenza evangelica

Un’iniziativa internazionale di dieci giorni offre una formazione a operatori ed educatori e riunisce prospettive teologiche, pastorali e di chi opera in prima linea sul tema della «pace disarmata e disarmante».
Roma – Una comunità internazionale di teologi, costruttori di pace, responsabili pastorali e operatori si riunirà a Roma il 9 e 10 settembre per partecipare a Pace disarmata e disarmante: il nuovo cambio di paradigma della Chiesa verso la nonviolenza evangelica, presso la Pontificia Università San Bonaventura (Seraphicum). Organizzata dall’Istituto Cattolico per la Nonviolenza, un progetto di Pax Christi International, la conferenza esaminerà gli approcci teologici, pastorali e strategici alla nonviolenza, nonché le esperienze concrete delle comunità che affrontano situazioni di violenza e conflitto in tutto il mondo.
Tra le voci di rilievo della conferenza vi saranno il cardinale Charles Bo del Myanmar, che interverrà attraverso un video preregistrato sulla visione di papa Leone XIV di una «pace disarmata e disarmante»; María Stephan, autorevole ricercatrice e operatrice nel campo della nonviolenza strategica e membro del Consiglio consultivo dell’Istituto Cattolico per la Nonviolenza; il reverendo John Dear, autore e direttore fondatore di The Beatitudes Center; e il cardinale Robert McElroy, che rifletterà attraverso un video preregistrato sulle implicazioni del collocare la nonviolenza evangelica verso il centro dell’insegnamento e della pratica cattolica. Anche costruttori di pace impegnati in prima linea in Colombia, Palestina, Sudan e Sud Sudan, Kenya e altri contesti condivideranno esperienze concrete di costruzione nonviolenta della pace e di trasformazione dei conflitti.
La conferenza fa parte di un’iniziativa internazionale di dieci giorni che ha avuto inizio il 2 settembre con una formazione intensiva rivolta a 40 partecipanti selezionati, provenienti da diversi Paesi, ambiti ministeriali e contesti segnati dai conflitti. La formazione fornirà a leader ed educatori fondamenti teologici, un solido radicamento spirituale e strumenti pratici per portare la nonviolenza evangelica nelle proprie comunità. L’iniziativa dà seguito allo slancio generato dalla Conferenza sulla Nonviolenza e la Pace Giusta del 2016 e intende promuovere il crescente impegno cattolico a favore della nonviolenza attiva come via verso una pace giusta e duratura.
«La nonviolenza evangelica non è semplicemente un’idea da discutere; è un modo di vedere, di essere e di agire nel mondo», ha dichiarato Marie Dennis, co-direttrice dell’Istituto Cattolico per la Nonviolenza. «Questa formazione crea uno spazio nel quale persone provenienti da realtà molto diverse possono imparare le une dalle altre, approfondire il proprio radicamento spirituale e sviluppare modalità concrete per rispondere alla violenza senza riprodurla».
L’iniziativa di dieci giorni si concluderà l’11 settembre con un pellegrinaggio spirituale ad Assisi, ispirato a San Francesco e Santa Chiara, che inviterà i partecipanti a riflettere sulla chiamata alla nonviolenza evangelica. «Questa formazione crea uno spazio in cui persone provenienti da realtà molto diverse possono imparare le une dalle altre, approfondire il proprio radicamento spirituale e sviluppare modalità concrete per rispondere alla violenza senza riprodurla».
Riunendo formazione, riflessione teologica, nonviolenza strategica ed esperienze maturate in prima linea, l’iniziativa intende rafforzare una comunità globale capace di mettere in pratica la nonviolenza evangelica. In un momento caratterizzato dall’espansione dei conflitti armati e da una polarizzazione sempre più profonda, essa offre alla Chiesa l’opportunità di esplorare più pienamente che cosa significhi costruire la pace non attraverso la logica della guerra, ma mediante una nonviolenza attiva e trasformatrice.
[Foto: Osservatore Romano]
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