Putin, la pace ci sarà “solo quando la Russia avrà raggiunto i suoi obiettivi”

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Vladimir Putin, in diretta tv, avverte che la sovranità della Russia è minacciata, e Zelensky chiede ai leader Ue: “Non tradite gli Ucraini”. Ecco il resoconto dell’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica internazionale.

Vladimir Putin torna a parlare alla Russia in diretta televisiva, nella cornice della conferenza di fine anno che si tiene per la prima volta dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina a febbraio 2022. Il presidente russo, che l’anno scorso aveva saltato la tradizionale maratona tv, ha detto che la sovranità della Russia è minacciata e che la pace con l’Ucraina avverrà solo “quando raggiungeremo i nostri obiettivi”. Dopo aver ribadito che l’economia è forte, il leader del Cremlino è tornato a concentrarsi su quella che definisce “operazione militare speciale” contro Kiev. Putin, che ha recentemente annunciato che si candiderà per un altro mandato presidenziale alle elezioni di marzo 2024, si è mostrato al pubblico come un leader sicuro di sé e ben saldo al potere anche se, a differenza delle precedenti edizioni, questa volta non vi è stata la possibilità per i giornalisti stranieri di accreditarsi e il Cremlino ha invitato solo organi di stampa selezionati. Il discorso di Putin si è svolto all’interno di un programma televisivo chiamato ‘Linea diretta con Vladimir Putin’ in cui viene data ai cittadini comuni la possibilità di porre domande al presidente. Secondo i media statali russi sono state presentate più di un milione e mezzo di domande, alcune delle quali – trasmesse sui megaschermi dello studio televisivo – sono sembrate sinceramente provocatorie nei confronti dell’establishment russo. Come quella che recitava: “Quando la Russia in cui viviamo noi assomiglierà a quella che propagandate voi alla televisione?”. Lo scorso dicembre. Putin aveva annullato la conferenza stampa per la prima volta in 10 anni. Gli osservatori avevano ipotizzato che volesse evitare domande imbarazzanti mentre il suo esercito subiva una serie di sconfitte sul campo. Ma a quasi due anni dall’inizio dell’offensiva, le sorti del conflitto appaiono incerte e Mosca sembra dedurne che alla lunga vincerà grazie alla sua determinazione. La conferenza si è tenuta, infatti, dopo che la recente controffensiva ucraina non è riuscita a penetrare le linee russe e da Washington a Bruxelles, il sostegno degli alleati di Kiev sembra indebolirsi.

Cos’ha detto Putin sull’Ucraina?

A quasi due anni dall’inizio della guerra, gli obiettivi della Russia in Ucraina “non sono cambiati” ha detto Putin, ribadendo che quegli obiettivi sono “la denazificazione dell’Ucraina, la sua demilitarizzazione, il suo status neutrale”. La pace, ha detto, “sarà possibile solo dopo la smilitarizzazione. Se non vogliono raggiungere un accordo, saremo costretti a prendere altre misure, comprese quelle militari”. In un insolito accenno ai numeri, il leader del Cremlino ha detto che le forze russe stanno migliorando le loro posizioni in prima linea, affermando che al momento sono circa 617mila i soldati al fronte, tra cui 300mila richiamati in servizio lo scorso anno e oltre 486mila che si sono arruolati volontariamente. Cifre – ha spiegato – che non richiedono nuove mobilitazioni. Il presidente russo non ha fornito dati sulle perdite militari, ma ha rivelato che i figli di persone a lui “vicine” sono stati uccisi. Un rapporto dell’intelligence americana stima che dall’inizio della guerra circa 315mila soldati – quasi il 90% del personale militare russo all’inizio dell’invasione – sarebbero stati uccisi o feriti. Il presidente russo ha affermato anche che l’Ucraina ha perso alcuni dei suoi migliori combattenti, mentre cercava di assicurarsi un punto d’appoggio sulla sponda orientale del fiume Dnipro nella regione di Kherson. “Penso che sia stupido e irresponsabile da parte della leadership politica del paese – ha affermato. “È una tragedia, credo, per loro”.

Verso nuovi aiuti a Kiev?

Putin non ha mancato di parlare delle relazioni russe con gli Stati Uniti e l’Europa, incolpando entrambi di aver cercato di “spingerci al secondo o al terzo posto ignorando i nostri interessi”. Il presidente russo ha descritto gli Stati Uniti come “un paese importante” ma accecato dal proprio “imperialismo”. In un totale rovesciamento di prospettiva, il leader russo ha esortato gli Stati Uniti a “rispettare gli altri popoli e paesi” e affermato che la Russia è pronta a ripristinare le relazioni, una volta che ciò accadrà. Putin si è detto disponibile a ricucire le relazioni con l’Europa, ma ha anche affermato che la Russia non ha fatto “nulla di male” per essere stata “attaccata con vigore”. E parlando della rivoluzione ucraina del 2014 ha detto che Europa e Stati Uniti “non ci hanno lasciato altra scelta”. Mentre il leader russo parlava, il segretario della Nato Jens Stoltenberg ha preso la parola presso la sede dell’Alleanza a Bruxelles avvertendo: “Se Putin vince in Ucraina, c’è il rischio concreto che la sua aggressione non finisca lì”. Incontrando il neopremier slovacco Robert Fico, che aveva espresso dubbi sull’opportunità di inviare nuove armi a Kiev, Stoltenberg ha ribadito: “Putin si sta preparando a una lunga e dura guerra: l’interruzione dell’assistenza militare prolungherebbe la guerra, non le porrebbe fine”.

La Ue manterrà le promesse?

Mentre il presidente russo parlava da Mosca, a Bruxelles i leader dell’UE si riunivano per l’inizio del Consiglio Europeo. L’attenzione è tutta sull’Ucraina e su Viktor Orbán che, di fatto, tiene in ostaggio i 27 su due misure chiave di sostegno per Kiev: l’approvazione di un fondo da 50 miliardi di euro per l’economia dell’Ucraina colpita dalla guerra e l’avvio dei negoziati di adesione all’UE. Si negozierà ad oltranza e, se non si riesce a raggiungere un accordo, il vertice potrebbe protrarsi fino lunedì. In un momento in cui il pacchetto da 60 miliardi di dollari in aiuti militari e umanitari per l’Ucraina è bloccato al Congresso degli Stati Uniti, il sostegno di Bruxelles è essenziale per continuare la lotta di Kiev contro la Russia. In un videomessaggio, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha ricordato ai leader europei “una decisione che era stata promessa e che non riguarda ciò di cui hanno bisogno i politici, ma ciò di cui hanno bisogno le persone”, sia quelle che combattono in Ucraina che quelle in Europa “che credono che l’Europa possa evitare di ricadere nei vecchi tempi di infiniti disaccordi infruttuosi tra le capitali”. Dieci anni fa in Ucraina, ha detto Zelensky “le persone insorsero sotto le bandiere dell’Unione europea. Oggi vi chiedo di non tradire le persone e la loro fede nell’Europa. Non date a Putin la prima vittoria dell’anno”.

Il commento. Di Aldo Ferrari, Head Osservatorio Russia, Caucaso e Asia Centrale ISPI

“Vladimir Putin parla già da vincitore, ma se è vero che la Russia sta avendo la meglio su un’Ucraina indebolita, l’esito della guerra non è ancora deciso. Lo scenario appare mutato, ma molto ancora può cambiare: a deciderne le sorti potrebbero essere avvenimenti molto lontani dai confini ucraini come le elezioni in Europa e negli Stati Uniti. Oggi possiamo dire solo che ciò in cui gli alleati avevano riposto le loro speranze, la controffensiva, non si è avverato e l’inerzia sul terreno sembra volgere a favore di Mosca”.

(Fonte: ISPI; Foto: Wikimedia Commons)