Giorno della Memoria: Sant’Egidio, “dire no all’antisemitismo e al razzismo vuol dire costruire un futuro di pace”

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“Dalla Shoah un monito all’Europa e a un mondo segnato da troppi conflitti”.

A 81 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, il Giorno della Memoria – che si celebra domani 27 gennaio – ci invita ad una profonda riflessione su quello che è stato il più grande crimine della storia, afferma la Comunità di Sant’Egidio. Prima di tutto a partire dal tempo che viviamo, attraversato da innumerevoli conflitti e uno scenario internazionale per molti versi inquietante. Proprio perché fu la guerra, insieme all’indebolimento delle democrazie europee, nella prima parte del Novecento, a creare le premesse della Shoah. Dire un “no” fermo e forte all’antisemitismo e a ogni forma di razzismo aiuta a costruire la pace in un mondo segnato da troppe contrapposizioni, giudizi e parole che feriscono, insieme al desiderio di far prevalere la drammatica logica della forza.

In particolare l’Europa, continente dove si consumò la tragedia e, dopo, la costruzione della pace, sia unita e capace di prendere le distanze, con fermezza, da ogni forma di antisemitismo e di razzismo presenti non solo nella società ma anche, ormai in modo esplicito, in alcune formazioni politiche, sottolinea ancora Sant’Egidio.

Mentre i testimoni diretti vanno sempre più scomparendo, la memoria della Shoah deve continuare a permeare la coscienza del mondo contemporaneo attraverso le nuove generazione affinché le premesse di quel che è successo nella prima metà del Novecento non si ripresentino più. Perché l’antisemitismo non riguarda solo gli ebrei: minaccia, insieme ad ogni forma di razzismo, ogni cittadino mettendo in discussione le basi del vivere insieme e della pace, conclude la Comunità.

Il Papa, “no a ogni forma di antisemitismo e a tutte le discriminazioni”

“Oggi, Giornata della Memoria, vorrei ricordare che la Chiesa rimane fedele alla posizione ferma della Dichiarazione #NostraAetate contro tutte le forme di antisemitismo e respinge qualsiasi discriminazione o molestia per motivi etnici, di lingua, nazionalità o religione”. Lo afferma papa Leone XIV sul suo profilo X in nove lingue @Pontifex.

Garrone (Fcei) scrive alla presidente Di Segni (Ucei), “denunciare la recrudescenza dell’odio anti-ebraico”

In occasione del Giorno della Memoria, il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), pastore Daniele Garrone, ha inviato una lettera alla presidente dell’Unione delle comunità ebraiche in Italia (UCEI) Noemi Di Segni

Nella missiva, si richiama “la necessità di avere consapevolezza critica della storia e di tener viva la memoria”. Questo richiamo, scrive Garrone, è “tanto più necessario in un tempo in cui, anche nel nostro Paese, cresce vistosamente il numero di episodi di antisemitismo, non solo verbale. La drammaticità della situazione ci impegna a vigilare perché questa recrudescenza dell’odio anti-ebraico non sia accolta con indifferenza, assuefazione, sottovalutazione, riserve (‘non sono antisemita, ma …’) o addirittura ‘compresa’, ma denunciata e combattuta – prosegue la lettera –. Il nostro impegno è anche motivato dalla consapevolezza del peso che ‘discorsi cristiani’ hanno avuto nell’‘insegnamento del disprezzo’ nei confronti degli ebrei”. 

In conclusione, Garrone ricorda il forte legame “che, qui in Italia, si è sviluppato nei cammini, ora paralleli, ora comuni, di ebrei e protestanti nella storia del nostro Paese, dai ghetti e dalle discriminazioni all’emancipazione, dalla Resistenza alla Repubblica con le sue libertà”. 

[Foto: Ordine dei Giornalisti]