Cosa significa la vittoria dell’AfD per l’influenza delle Chiese tedesche

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Il partito Alternative für Deutschland (AfD) ha ottenuto una vittoria cruciale per l’estrema destra in Germania, un esito che le chiese avevano combattuto strenuamente per scongiurare. La loro incapacità di impedire tale successo e la diffusione del programma anti-immigrazione del partito rivelano una frattura più profonda all’interno di comunità in cui le chiese fungevano da argine all’estremismo di destra. L’approfondimento di Liam Adams per il Religion News Service.

WITTENBERG, Germania – Il sole stava tramontando sulla culla della Riforma protestante e mancava un’ora alla chiusura dei seggi per un’elezione cruciale in Sassonia-Anhalt, quando il coro giovanile ha interrotto il canto per prendere posizione.

Davanti alla tomba di Martin Lutero, Charlotte Bentlie, corista di un gruppo composto da 35 elementi, ha criticato apertamente il partito Alternative für Deutschland (AfD), che quel giorno era dato per favorito verso una vittoria storica.

Oltre a promettere di espellere i rifugiati e punire le chiese che offrono loro assistenza, i leader dell’AfD hanno proposto di rendere più patriottiche le attività artistiche e musicali finanziate con fondi pubblici.

“Siamo davvero preoccupati, perché la musica non conosce confini, nazioni o barriere culturali. E speriamo che il nostro programma rimanga libero oggi così come lo sarà l’anno prossimo”, ha dichiarato Bentlie in un’intervista successiva.

Il pubblico, seduto sui rigidi banchi di legno della Schlosskirche — il luogo di culto che ricorda il gesto di Lutero di affiggere le sue celebri 95 tesi nel 1517, dando così inizio alla Riforma protestante — si è alzato in piedi applaudendo le parole di Bentlie.

In Sassonia-Anhalt, regione che vanta il maggior numero di chiese pro capite di tutta la Germania, il drastico calo della frequentazione dei luoghi di culto ha lasciato un vuoto nelle comunità, di cui l’AfD ha saputo approfittare. Il partito di estrema destra, ottenendo il 44% dei voti e imponendosi in tutte le fasce d’età, tra le donne e sia nelle aree rurali che in quelle urbane, ha raggiunto un traguardo che nessun partito di destra tedesco aveva più toccato dalla Seconda Guerra Mondiale.

Tuttavia, prima che questo risultato fosse chiaro e mentre gli elettori della Sassonia-Anhalt si recavano ancora alle urne, la Schlosskirche ospitava una serie di eventi, conclusisi proprio con l’esibizione del coro giovanile. Tra le altre iniziative, vi è stato un momento di riflessione sugli scritti del teologo tedesco Dietrich Bonhoeffer, noto per la sua resistenza al nazismo.

“È fondamentale che le nostre chiese siano luoghi sicuri per la preghiera e il sostegno spirituale”, ha affermato la pastora Anne Brisgen, responsabile della Schlosskirche.

Come la pastora Brisgen, anche altri esponenti del clero in tutta la Sassonia-Anhalt hanno trovato modi creativi per opporsi all’AfD in vista delle elezioni del 6 settembre. L’eredità di riforma, resistenza e rinnovamento nata dalle chiese proprio in questa regione ha spinto i vertici ecclesiastici e il clero a fare tutto il possibile per scongiurare una vittoria dell’AfD nello stato federato tedesco della Sassonia-Anhalt, in occasione delle elezioni di domenica.

Tuttavia, domenica 6 settembre, le loro speranze di opporsi all’AfD si sono scontrate con una dura realtà.

«Queste elezioni statali hanno profondamente mutato il panorama politico in Sassonia-Anhalt», hanno dichiarato lunedì in un comunicato congiunto i massimi rappresentanti cattolici e protestanti della regione. «Abbiamo una lunga storia di resilienza; siamo sopravvissuti a dittature e oppressioni, a guerre e crisi, e continueremo ad aprire le nostre porte a tutte le persone in cerca di protezione».

Gli organismi di governo regionale supervisionati da questi funzionari avevano coordinato campagne già mesi prima delle elezioni regionali di domenica, ricordando ai fedeli che il programma dell’AfD è in contrasto con i loro valori cristiani. Molti leader religiosi hanno citato come fonte di ispirazione il ruolo dei loro predecessori nelle proteste del 1989 contro l’ex Repubblica Democratica Tedesca – il regime comunista di cui faceva parte la Sassonia-Anhalt e in cui la religione fu repressa per decenni. Quell’epoca ha instillato nelle chiese il senso del dovere di difendere la democrazia, pur lasciando i ranghi dei fedeli drasticamente ridotti.

Un’analisi post-elettorale ha rilevato che, tra gli elettori che si dichiarano religiosi, il sostegno all’AfD è stato significativamente inferiore rispetto a quello degli elettori non religiosi; è quanto emerge da un rapporto della Konrad-Adenauer-Stiftung.

Tuttavia, in questa regione della Germania prevalentemente laica, gli elettori religiosi non erano abbastanza numerosi da fare la differenza. Circa il 10% della popolazione totale dello Stato si dichiara protestante e appena il 3% cattolico. Ciononostante, Tobias Cremer – autore del libro del 2023 The Godless Crusade: Religion, Populism and Right-Wing Identity Politics in the West – ha affermato che ciò dimostra come le chiese rimangano un antidoto contro il populismo di destra.

Cremer, oggi membro del Parlamento Europeo, ha osservato che la rapida secolarizzazione favorisce il populismo di destra. In parole povere: nelle comunità in cui la fede è frammentata, l’estremismo di destra prospera.

“A volte gli eventi elettorali dell’AfD davano l’impressione di essere feste parrocchiali o ritrovi familiari”, ha detto Cremer. “Credo che questa enfasi sulla comunità e sul senso di appartenenza tenti di offrire un’alternativa alla chiesa”.

Mentre attraversava in auto la periferia di Naumburg, nel sud della Sassonia-Anhalt, nel giorno delle elezioni, David Schilling-Schön ha raccontato alla RNS di aver osservato da vicino questo fenomeno, essendo cresciuto in una famiglia di predicatori.

“L’AfD sostiene di offrire un senso di unione… Ma credo che quel legame dipenda da così tanti fattori da non essere affidabile quanto quello offerto dalla chiesa”, ha affermato Schilling-Schön.

All’orizzonte, oltre il parabrezza, i campanili delle chiese svettavano sulle creste delle colline coltivate a vigneti, in questa regione vinicola nota come la “Toscana della Germania”. Schilling-Schön aveva appena partecipato a due funzioni religiose consecutive, durante le quali suo padre, il reverendo Daniel Schilling-Schön, aveva predicato sull’unità. Alle funzioni erano presenti pochi fedeli e ancora meno giovani.

Una delle poche eccezioni è stata la diciottenne Noa Clerc, che lavora part-time per la chiesa protestante assistendo il reverendo Daniel Schilling-Schön nelle sue mansioni amministrative per 12 congregazioni della regione.

“La cosa migliore fatta dalla chiesa non è stata parlare nello specifico dei partiti, quanto piuttosto dei valori che ne stanno alla base”, ha affermato Clerc. “Per chi fa già parte della chiesa, ritrovarsi insieme è fonte di conforto”.

Tuttavia, Clerc e David Schilling-Schön – entrambi credenti – rappresentano un’eccezione tra i loro coetanei, la cui partecipazione alla vita della chiesa è estremamente scarsa a fronte di un uso eccezionalmente elevato dei social media.

“Apprezzo i social media perché mi permettono di restare in contatto con molti amici che vivono molto lontano. Ma non è la stessa cosa di una connessione autentica”, ha detto. “E credo che solo la chiesa possa offrire questo”.

Il fenomeno è particolarmente evidente in Sassonia-Anhalt, dove il candidato di punta dell’AfD, Ulrich Siegmund, si è fatto conoscere come star di TikTok prima di passare alla politica. Secondo il quotidiano DIE ZEIT, i video di Siegmund su TikTok hanno totalizzato oltre 18,7 milioni di visualizzazioni da giugno, superando i risultati di quasi tutti gli altri politici tedeschi a livello federale o statale.

La personalità giocosa di Siegmund sui social media si sposava perfettamente con l’atmosfera festosa e nostalgica dei comizi dell’AfD. Spesso i sostenitori arrivavano in sella a ciclomotori di epoca sovietica, i modelli “Simson”, gustandosi bratwurst e birra. Il tutto contribuiva a creare un’identità ben precisa: tipicamente tedesca, ma anche capace di idealizzare un passato migliore nell’ex Germania Est comunista, offrendo così conforto ai sostenitori. Un aspetto fondamentale è che tale identità è a-religiosa.

Durante la campagna elettorale in Sassonia-Anhalt, l’AfD ha inoltre riservato particolare attenzione alla religione, attaccando le chiese cattoliche e protestanti tradizionali, note come “chiese di Stato”. Parallelamente, i leader del partito hanno promosso forme alternative di cristianesimo più vicine alla loro ideologia di estrema destra.

La proposta dell’AfD di un giro di vite sull’immigrazione e la sua immagine provocatoria – in netto contrasto con i partiti tradizionali, inclusa la CDU (Unione Cristiano-Democratica) – sono state tra le ragioni principali che hanno spinto gli elettori a sostenere il partito di estrema destra. L’Ufficio per la protezione della Costituzione classifica questa sezione regionale dell’AfD come un’organizzazione di “estrema destra” accertata.

Il conflitto in Sassonia-Anhalt ha toccato una prassi nota come “neutralità benevola”. Tale tradizione nei rapporti tra Stato e Chiesa in Germania si è consolidata nel secondo dopoguerra come antidoto a un passato oscuro, in cui alcune chiese furono complici o sostenitrici attive dell’ascesa del Partito Nazista.

Questa neutralità benevola ha conferito alle chiese cattolica e protestante uno status quasi pubblico e il mandato di difendere i principi democratici.

“Il motivo per cui la Germania, per molti decenni, non ha vissuto lo stesso livello di polarizzazione e di ‘guerre culturali’ risiede nel fatto che le chiese… sono sempre state parte integrante di quel meccanismo tedesco di consenso basato sulla concertazione”, ha affermato Cremer. Tuttavia, ha aggiunto che tale equilibrio è giunto a un punto critico, e il conflitto in Sassonia-Anhalt ne è un chiaro segnale.

L’erosione della legittimità morale delle chiese nella società tedesca non è però dovuta esclusivamente agli attacchi dell’AfD. Vi è anche un generale disinteresse per la frequentazione dei luoghi di culto e una forte avversione al pagamento della cosiddetta “imposta ecclesiastica”. Tale tributo preleva una percentuale del reddito mensile dei cittadini che si registrano presso le autorità come protestanti o cattolici; lo Stato trasferisce poi i fondi così raccolti alle chiese.

“Alcune persone abbandonano la chiesa perché non vogliono pagare l’imposta ecclesiastica, non certo perché riflettono sulla neutralità benevola o sull’assetto costituzionale”, ha osservato Cremer. “Pensano semplicemente: ‘Perché dovrei pagare una tassa per la chiesa e perché la chiesa dovrebbe occupare uno spazio rilevante nella società?'”

Ciononostante, le chiese mantengono ferma la propria posizione.

Il 9 settembre, in occasione del ricevimento annuale della Chiesa cattolica a Berlino, leader religiosi ed esponenti politici si sono riuniti presso la sede della Conferenza episcopale tedesca; lì, il vescovo Heiner Wilmer ha duramente criticato l’AfD.

“È stato dimostrato che l’AfD ha una natura nazionalista e ‘völkisch’ (etno-nazionalista)”, ha dichiarato Wilmer, presidente della Conferenza episcopale, secondo una traduzione del suo intervento. “Non c’è spazio per simili idee etno-nazionaliste, né all’interno né all’esterno delle case di Dio; non nel cristianesimo, non nell’ebraismo, non nell’islam”. Il pubblico, proprio come era accaduto per l’esibizione del coro giovanile nella Schlosskirche pochi giorni prima, ha applaudito fragorosamente.

[Fonte: Religion News Service (nostra traduzione); Foto: RNS Photo/Liam Adams]