Il cardinale Bo, “abbiamo bisogno di un nuovo paradigma per la pace”

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Intervenendo a una conferenza internazionale a Roma, il Cardinale del Myanmar chiede che le strategie nonviolente diventino un nuovo quadro di riferimento per la legittima difesa. Papa Leone XIV invia la sua benedizione.

Roma, 9 settembre 2026 – «Abbiamo bisogno di un nuovo paradigma». Con queste parole, il Cardinale Charles Maung Bo del Myanmar ha chiesto oggi un ripensamento fondamentale del modo in cui la Chiesa comprende la pace e la legittima difesa, rivolgendosi ai partecipanti a Unarmed and Disarming Peace: The Church’s Emerging Paradigm Shift to Gospel Nonviolence, in corso a Roma.

Il Cardinale Bo ha sostenuto che la nonviolenza non dovrebbe essere intesa come passività o come un ritiro dalla responsabilità di proteggere le persone, ma come una risposta efficace alla violenza in un mondo sempre più segnato dai conflitti armati e dalle nuove tecnologie militari.

«Le strategie nonviolente non sono una mancanza di difesa; sono una forma di difesa più efficace», ha affermato il Cardinale Bo. «Oggi rendiamo operativa la legittima difesa attraverso la difesa civile, la protezione civile disarmata e la resistenza attiva nonviolenta».

Ha chiesto maggiori investimenti nella diplomazia, nella giustizia riparativa, nelle reti di pace per il preallarme e nella de-escalation sistematica — approcci capaci di proteggere la dignità umana senza riprodurre la logica della violenza.

«Investendo nella diplomazia, nella giustizia riparativa, nelle reti di pace per il preallarme e nella de-escalation sistematica, la Chiesa offre un quadro di difesa che protegge realmente la dignità umana invece di distruggere l’infrastruttura della vita», ha affermato. «La vera legittima difesa deve essere disarmata nei suoi metodi e disarmante nei suoi effetti».

I partecipanti hanno ricevuto un messaggio e la benedizione di Papa Leone XIV, consegnati da Monsignor Giovanni Ricchiuti, Presidente di Pax Christi Italia, mentre la conferenza ha riunito teologi, responsabili pastorali, operatori di pace, educatori e professionisti per esplorare come la nonviolenza evangelica possa raggiungere il centro della vita e dell’insegnamento cattolico.

Per il Cardinale Bo, ciò significa superare l’idea della nonviolenza come vocazione opzionale o secondaria e collocarla al cuore della vita e dell’insegnamento cattolico.

Richiamando l’esperienza della Chiesa in Myanmar, il Cardinale Bo ha descritto un popolo che, nonostante anni di conflitto e sfollamenti, continua a proclamare: «La pace è possibile» e «La pace è l’unica via».

«La nonviolenza non comporta il sottrarsi al pericolo o l’accettazione dell’ingiustizia», ha affermato. «Al contrario, è il rifiuto di imitare proprio il male che cerchiamo di sradicare». Ha aggiunto: «Questo approccio richiede un coraggio maggiore rispetto al ricorso alle armi per risolvere i problemi. La nonviolenza non è per i codardi».

Il Cardinale Bo ha inoltre collegato il richiamo alla nonviolenza alla testimonianza evangelica di Gesù e all’eredità di figure come Mahatma Gandhi e Martin Luther King Jr. Ha invitato la Chiesa a riconoscere che costruire la pace richiede sia un cambiamento strutturale sia una trasformazione interiore.
«Una pace disarmata nella società è impossibile senza una pace disarmante nell’anima», ha affermato, invitando a rifiutare la paura, l’odio, la disumanizzazione e il desiderio di vendetta che alimentano i cicli di violenza.

La conferenza di due giorni, ospitata dal Catholic Institute for Nonviolence, un progetto di Pax Christi International, prosegue a Roma fino al 10 settembre. Fa parte di un’iniziativa internazionale di dieci giorni iniziata il 2 settembre con un programma intensivo di formazione che riunisce partecipanti provenienti da diversi Paesi e da contesti colpiti dai conflitti.

L’iniziativa si concluderà l’11 settembre con un pellegrinaggio spirituale ad Assisi, ispirato a San Francesco e Santa Chiara.

In un momento caratterizzato dall’espansione dei conflitti armati e dall’aumento degli investimenti nel potere militare, l’incontro sta esplorando cosa significherebbe per la Chiesa cattolica porre la nonviolenza attiva e trasformativa al centro della propria risposta alla violenza e del proprio impegno per la pace.

[Foto: ANS – Agenzia Info Salesiana]