
Il “Tunnel dell’Amicizia” a Giacarta: unire le persone di buona volontà

Nel centro di Giacarta, accanto a un obelisco che commemora l’indipendenza dell’Indonesia, si trova un’interessante opera architettonica realizzata per riunire persone di fedi diverse. È stato denominato “Tunnel dell’Amicizia” (Terowongan Silaturahmi) ed è un passaggio pedonale sotterraneo lungo 28,3 metri che collega la Moschea Istiqlal, la più grande del Sud-Est asiatico, con la Cattedrale cattolica di Giacarta, dedicata a Santa Maria Assunta. Più che un semplice passaggio tra due edifici, il tunnel rappresenta l’armonia religiosa e la convivenza pacifica tra persone di fedi diverse.
Costruito tra il 2020 e il 2021, questo tunnel è diventato rapidamente un simbolo di cooperazione e rispetto reciproco tra le religioni che hanno sede nei due luoghi di culto più importanti di Giacarta. Pur avendo un design semplice, l’interno del tunnel si ispira, dal punto di vista architettonico, al simbolo di una stretta di mano, rafforzando così il messaggio di solidarietà tra le comunità religiose.
È proprio in quel tunnel che padre Arturo Sosa, Superiore Generale della Compagnia di Gesù, ha dato inizio all’ultima giornata della sua visita in Malesia, Thailandia e Indonesia. Appena tornato da una visita al noviziato e al Terz’Anno dei gesuiti, nonché alle scuole professionali di Semarang e Bandung, il Padre Generale ha chiesto di visitare il tunnel mentre si recava all’incontro con il cardinale Suharyo.
“Il tunnel è un simbolo di speranza per l’Indonesia nel suo cammino verso la promozione della fraternità tra persone di fedi diverse”, ha affermato padre Greg Soetomo, un gesuita indonesiano che da decenni si dedica al dialogo interreligioso.

Fin dalla sua inaugurazione, il tunnel è stato un modello di cooperazione interreligiosa. Pur ospitando la più grande popolazione musulmana del mondo, che sfiora i 245 milioni di persone, l’Indonesia riconosce e tutela anche diverse altre religioni ufficialmente riconosciute. Il Tunnel dell’Amicizia è diventato un simbolo della filosofia dell’“Unità nella diversità” (Bhinneka Tunggal Ika) e della promozione della cooperazione mediante il dialogo, anziché della divisione causata da una mentalità tribale.
Il Tunnel dell’Amicizia ha inoltre rappresentato una tappa importante della visita apostolica di Papa Francesco del settembre 2024. Il Santo Padre, accompagnato dal Gran Imam Nasaruddin Umar, si è recato a piedi dalla Cattedrale alla Moschea per partecipare a un incontro interreligioso presso l’Istiqlal. Durante quell’incontro, Papa Francesco ha parlato del tunnel, illuminato dall’amicizia e dal desiderio di tutte le persone di buona volontà di creare legami di fraternità e rispetto, come un potente simbolo di incontro anziché di separazione. Insieme al Gran Imam, Papa Francesco ha firmato la Dichiarazione congiunta di Istiqlal del 2024, che invitava alla cooperazione religiosa per affrontare la violenza, la disumanizzazione e le sfide ambientali.
Come Papa Francesco, il Padre Generale invoca da tempo la cooperazione interreligiosa, una cooperazione tra persone di buona volontà, per unirsi in un dialogo che valorizzi gli aspetti migliori di ciascuna fede, consentendoci al contempo di essere al servizio comune dell’umanità.
Padre Soetomo considera la visita del Padre Generale un’opportunità per una collaborazione autentica e duratura. “La sfida più grande che ci attende ora è garantire che questo potente simbolo e questa dichiarazione storica non rimangano pietre miliari isolate, ma diventino invece movimenti intellettuali e sociali duraturi”, ha affermato. “La Compagnia di Gesù è chiamata ad approfondire e ampliare questo dialogo mediante l’istruzione, la ricerca accademica e l’alfabetizzazione interreligiosa, coinvolgendo i giovani, gli accademici e i leader religiosi.”
Come simbolo dei ponti costruiti e dei rapporti destinati a fiorire, non c’è forse simbolo migliore del “Tunnel dell’Amicizia” per concludere la visita del Padre Generale. Padre Sosa riparte per tornare a Roma con una comprensione più profonda delle sfide e delle opportunità che attendono la Compagnia di Gesù e le persone di fede nella regione.
[Fonte e Foto: Jesuits]



